| Un'estenuante attesa |
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| Scritto da Salvatore C. Parlacino |
| Sabato 25 Luglio 2009 19:12 |
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E' ormai diventata estenuante l'attesa per la liberazione di S. L., andato sulla prima pagina del quotidiano la Sicilia, e su altri giornali (vedi articolo), l'arresto dell'impiegato comunale è diventato un caso nazionale. Un monito per gli altri impiegati, avrà pensato qualcuno. Non vogliamo entrare in merito alla questione vera e propria, anche perchè ci sono indagini in corso e si sono già dette molte cose, forse pure troppe, alcune delle quali sicuramente non corrispondenti al vero. Non vogliamo quindi gettare altra benzina sul fuoco, ne tantomeno dare adito a illazioni o scaricare la colpa a questo o a quell'altro. Non vogliamo neanche difendere l'impiegato su questa vicenda, ma non possiamo però che stupirci per il provvedimento che PM e GIP hanno preso. Sono ormai passati 10 giorni dall'arresto dell'impiegato, e ci sembra eccessivo che sia ancora rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza a Catania in mezzo ad assassini e delinquenti di ogni genere. Una condanna fin troppo esemplare, al limite del sopportabile, specialmente per i familiari e per gli amici che gli vogliono bene. Molti potevano essere i provvedimenti plausibili, di certo non 10 giorni di carcere, e chi sa ancora quanti. Opinione questa, della stragrante maggioranza dei paesani con cui ho avuto modo di parlare. Ad ogni modo, qualsiasi cosa si potrebbe dire di S. L., non di certo che sia un lavativo. Lo conosco fin da quando ero piccolino, e me lo ricordo come una persona intraprendene e piena di iniziative. Curava la Cooperativa di cui sua moglie era Presidente e che ha dato lavoro a tanti giovani di quel periodo, i quali, grazie proprio a questa cooperativa, sono poi entrati definitivamente al Comune come articolisti. Ed ancora imprenditore agricolo, volto a continue sperimentazioni, si è sempre battuto per promuovere i prodotti locali. Da qualche settimana era anche diventato Presidente, a titolo gratuito, della società Biorg s.r.l. che produce derivati farinacei da grani antichi ed a coltivazione biologica. Quindi, ancora una volta impegnato nella promozione dei prodotti locali, con l'intento di rilanciare l'azienda, e nella speranza di dare altri posti di lavoro a giovani raddusani. [...] In conclusione, non ci resta che sperare in una celere scarcerazione.
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