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Vi raccontiamo la storia di un padre di famiglia raddusano, disoccupato e con piccoli precedenti penali, che è venuto a sfogarsi con noi, presso la redazione di Raddusalibera.it . Il protagonista di questa storia, che chiameremo Tommaso per questioni di privacy, attualmente sta scontando una condanna con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per l’appunto Raddusa. In questi anni, a seguito di convalida di altre sentenze per crimini commessi molti anni addietro, è stato anche varie volte in carcere, ma solo per brevi periodi. Adesso il nostro protagonista si dice fermamente pentito ed ammette di aver sbagliato nel passato. La nascita di una figlia, oltre a tutti i guai giudiziari che ha dovuto passare, sembrano averlo rimesso sulla retta via, ed è alla figlia che pensa continuamente durante questo sfogo. Tommaso, impossibilitato a cercar lavoro fuori Raddusa per via del soggiorno obbligato, e visto che non è facile trovar lavoro in questo paese, si era rivolto al Sindaco per poter svolgere almeno il Servizio Civico in Comune, in modo da poter guadagnare qualche centinaia di euro, necessari a sfamare la propria famiglia. Così, per brevi periodi e saltuariamente, il Comune lo aveva fatto lavorare con una paga di € 300 mensili, che a mala pena bastava per lui e sua moglie. Attualmente però, nonostante sia arrivata un’altra bocca da sfamare in famiglia, Tommaso è disoccupato e senza nessun aiuto, e se non fosse per qualche giornata di lavoro presso privati, sarebbe veramente disperato. Diverse volte è stato in Comune a reclamare un lavoro o un aiuto, soprattutto dopo la nascita della figlia, ma la risposta è sempre la stessa: “Nun c’è nenti!” . Quindi niente, meno di niente, zero assoluto. Aveva anche chiesto di poter lavorare con il camion della spazzatura, pur di guadagnare qualcosina in più, ma ancora una volta la risposta è stata: “NO”. Lo vediamo preoccupato, amareggiato e deluso. Vorrebbe condurre una vita normale, crescere una figlia e mantenere la sua famiglia, ma la vita qui è difficile senza lavoro. Ed ogni giorno la sua principale preoccupazione è: “cosa mangerà oggi mia figlia?” Or dunque, forse il nostro protagonista non ha diritto di lavorare? E se continua così, come dovrà fare? Sarà forse costretto a commettere altri reati per poter sfamare la sua famiglia? Oppure gli sarà consentito di lavorare onestamente per guadagnarsi da vivere? P.S. Ci risulta che attualmente vi è un solo impiegato comunale ad occuparsi del verde pubblico (troppo poco!). Potrebbe essere utile impiegare il protagonista di questa storia a tale scopo?
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